La classificazione tossicologica corrente degli agrofarmaci fa riferimento alla tossicologia acuta orale ed inalatoria del ratto, ed e' un parametro che nella pratica indica la pericolosita' in caso di ingestione del preparato o di esposizione prolungata in ambiente contaminato.
Le principali vie di esposizione di un agrofarmaco per l'operatore risultano essere l'assorbimento dermale e l'inalazione. Studi specifici dimostrano come la via dermale sia di gran lunga la maggiore fonte di contaminazione.
Infatti, sia durante la preparazione delle miscele che durante la distribuzione e le cure colturali post applicazione (dirado, potatura verde e raccolta), l'operatore puo' venire a contatto con eventuali residui dell'agrofarmaco distribuito. In questo contesto e' quindi molto importante considerare la persistenza del principio attivo sulla coltura trattata e la tossicita' che ne puo' derivare da un eventuale assorbimento mediante la pelle.
La tossicita' per l'operatore attraverso la via dermale viene valutata considerando la NOEL (dose senza effetto) piu' significativa e confrontata con la quantita' di agrofarmaco che puo' essere assorbita durante una giornata lavorativa.
La buona pratica per la distribuzione degli agrofarmaci prevede che l'operatore utilizzi degli indumenti protettivi adatti, cioe' omologati per il contatto con le sostanze chimiche. DuPont raccomanda l'impiego di tute in Tyvek®, guanti in neoprene e filtri A2P3 montati su opportune maschere o elettrorespiratore. Questi dispositivi offrono una elevata sicurezza per l'operatore e possono essere integrati con degli occhiali e maschere specifiche.
Sono inoltre in corso di omologazione degli indumenti di protezione completa che assicurano anche un comfort durante l'impiego per condizioni piu' gravose.