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A BergamoScienza la mostra "Dalla Luna alla Terra" dal 4 al 18 ottobre

La mostra illustra le ricadute tecnologiche e brevettali del programma Apollo

(WAPA) - "Nel quarantennale della missione Apollo 11, BergamoScienza ospita dal 4 al 18 ottobre 2009 la mostra dal titolo 'Dalla Luna alla Terra' dedicata alle ricadute tecnologiche e brevettali del programma Apollo, allestita al Museo di Scienze naturali 'Caffi' in piazza Cittadella a Bergamo.

Ideata e curata da Eugenio Sorrentino, giornalista aerospaziale e scientifico, la mostra presenta una serie di oggetti significativi, entrati nella vita comune, descrivendo i settori che maggiormente hanno beneficiato del grande progresso innescato dalla ricerca applicata alle missioni spaziali culminate con lo sbarco dell’uomo sulla Luna.

L’evento espositivo è stato promosso in collaborazione con Agenzia spaziale italiana (Asi), agenzia spaziale europea (Esa, European Space Agency), Cira (Centro italiano ricerche aerospaziali), Ufficio storico della Nasa, Museo di Scienze naturali di Bergamo, e con il patrocinio dell’Ugai (Unione giornalisti aerospaziali italiani) e del Rotary Club Dalmine Centenario.

Oggetti e materiali esposti sono stati messi a disposizione da una serie di aziende che li producono, commercializzano o ne fanno impiego nelle loro attività.

In esposizione un modello di tuta da astronauta messo a disposizione dall’Agenzia spaziale italiana, insieme ad una dettagliata descrizione della tuta usata per l’esplorazione lunare dagli equipaggi delle spedizioni Apollo.  

Il percorso della mostra inizia ricordando che nel carrello della spesa c’è sempre un po’ di Luna, vale a dire prodotti derivati, anche solo indirettamente, dalle soluzioni tecnologiche concepite per fornire agli astronauti mezzi e fabbisogni necessari ad affrontare le delicate missioni degli anni ‘60 e ’70. Secondo gli analisti della Nasa, ogni dollaro investito nel programma Apollo ne ha generati negli anni successivi almeno tre in termini di ricadute economiche, che ritroviamo in massima parte nella vita di tutti i giorni: un corredo di 160 mila brevetti che rappresentano l’eredità dell’epopea lunare. Tra questi i trapani senza fili, derivati dal brevetto sviluppato dagli ingegneri della Black and Decker per dotare gli astronauti di uno strumento che permettesse loro di scavare ed estrarre campioni di terreno. Esempio di largo successo è il tessuto Gore-Tex, che grazie alle caratteristiche di leggerezza, impermeabilità, traspirazione e resistenza al freddo, è passato dalle applicazioni spaziali a quelle dell’industria dell’abbigliamento tecnico, diventando un componente di base in sistemi di isolamento, nella chirurgia cardiovascolare e nella fabbricazione di prodotti comuni.                            

Una delle più fruttuose e durature collaborazioni con la Nasa è quella dell’industria DuPont, i cui materiali avanzati e sistemi di protezione termica hanno reso possibili missioni spaziali con e senza equipaggio per quasi mezzo secolo. A DuPont appartengono marchi quali Nomex®, Kevlar®, Teflon®, Krytox®, Mylar®, Pyralux®, di cui vengono presentati alcuni esempi applicativi che conferiscono proprietà e caratteristiche di assoluta avanguardia prestazionale in vari settori a tecnologia avanzata. La mostra ospita, in particolare, una tuta dei vigili del fuoco in Nomex®, fibra utilizzata nelle tute degli astronauti Apollo, che garantisce sicurezza e protezione agli addetti nelle fasi di intervento antincendio e primo soccorso.

Così come i joystick per computer e le leve di comando per i più sofisticati sistemi di pilotaggio di aerei ed elicotteri discendono dal sistema di guida del Lunar Rover, i sensori di parcheggio per automobili si basano sui sofisticati sistemi di guida e controllo nelle fasi di rendez-vous dei veicoli spaziali in orbita terrestre e lunare.

In tema di energia, la mostra illustra il ruolo delle celle a combustibile nelle missioni spaziali e presenta le tecnologie acquisite con i generatori solari.

Lo sbarco sulla Luna ha avuto anche la capacità di ispirare idee geniali, come quella dell’imprenditore veneto Giancarlo Zanatta, che nel 1970 volle clonare l’orma del piede di Armstrong per realizzare i mitici doposci Moon Boot. Tra gli oggetti simbolo arrivati sulla Luna figurano la fotocamera Hasselblad, soprannominata 'Moon Camera', l’Omega Speedmaster, l’orologio al polso degli astronauti, e la penna spaziale che consente di scrivere in assenza di gravità.

I dispositivi che hanno permesso di registrare i dati clinici degli astronauti si sono trasformati in ausili clinici e chirurgici e strumenti per analisi di laboratorio, che, attraverso le progressive fasi di informatizzazione e digitalizzazione, hanno contribuito a migliorare le dotazioni ospedaliere, rendendo disponibili in tempo reali dati e parametri sempre più accurati, indispensabili all’elaborazione delle diagnosi e alla predisposizione delle relative cure. Dalle attività di primo intervento e pronto soccorso all’esecuzione di esami specialistici, all’assistenza dei degenti fino alle macchine per la cura e sopravvivenza, come quelle per la emodialisi e la circolazione extracorporea, c’è una lunga lista di prodotti e strumentazioni sanitari derivati dallo spazio ed usati comunemente nelle corsie. Molti di essi sono reperibili in farmacia e consentono di ottenere una serie di indicatori di base (temperatura corporea, pressione arteriosa, battito cardiaco, valori ematici e delle urine) utili a tenere sotto controllo lo stato fisico dell’individuo.

L’inizio dell’era astronautica e il programma Apollo hanno ottenuto un supporto decisivo dai progressi dell’informatica e nel contempo dato un enorme impulso all’industria dei computer, le cui dimensioni si sono ridotte contestualmente all’aumento delle loro prestazioni. L’introduzione dei circuiti integrati, con drastica riduzione di costo, peso ed ingombro, ed una potenza centinaia di volte superiore a quella dei transistor, ha spianato il cammino verso la Luna. L’avvento del microprocessore, a metà degli anni ’70, ha aperto l’era del personal computer, preludio alla informatizzazione su scala mondiale.

I criteri di alimentazione degli astronauti hanno reso disponibile, nella rete di distribuzione commerciale, cibo confezionato a lunga conservazione, prodotti surgelati o liofilizzati, omogeneizzati, la cui preparazione richiama il metodo adottato per equipaggiare di scorte alimentari le navicelle spaziali. Ai visitatori della mostra viene offerta la possibilità di comparare i preparati per astronauti e le confezioni alimentari che si acquistano nei negozi.

L’esposizione coinvolge anche l’attigua sala etnografica del Museo di Scienze naturali, dove vengono proposti accostamenti con oggetti e manufatti etnici. La storia della telefonia mobile, avviata proprio sulla superficie lunare con l’impiego del transponder sviluppato da Motorola, viene accostata ai tamburi parlanti che rappresentano una forma di comunicazione tuttora utilizzata dalle popolazioni del continente africano. La tecnologia, che il 20 luglio 1969 consentì la trasmissione delle prime parole ed immagini televisive dalla Luna alla Terra, si è evoluta nei sistemi cellulari portatili di cui vengono presentati i modelli più significativi tra quelli proposti sul mercato in 25 anni da Motorola fino al telefonino coniato per celebrare il quarantennale della conquista della Luna.

Analogamente il Teflon®, impiegato dalla Nasa negli scudi termici e nelle tute spaziali in virtù della resistenza al calore, viene rappresentano da oggetti tipicamente domestici, come le pentole antiaderenti e la piastra del ferro da stiro, che trovano spazio in una vetrina accanto a vasellami etnici. In parte viene riproposta la storia del velcro, ingegnoso sistema mutuato dalla Natura e brevettato ben prima dell’era astronautica, impiegato con successo nelle attività spaziali e largamente diffuso nell’abbigliamento comune per le eccezionali proprietà di fissaggio e resistenza.

Oggi le attività di ricerca in campo aerospaziale vedono il Cira impegnato a studiare a livello avanzato le fasi di rientro dei veicoli spaziali in atmosfera e l’agenzia spaziale europea a gestire un programma di trasferimento tecnologico che produce interessanti applicazioni in diversi settori.

La mostra presenta, in ultimo, i modelli del razzo Saturno V e il plastico con la ricostruzione della base nel Mare della Tranquillità, luogo dello sbarco della missione Apollo 11, con il modulo lunare 'Aquila'"